L’olio in cucina

Tre cucchiai al giorno di olio non cotto o cotto molto poco. Da destinare a una fetta di pane tostato, zuppe e minestre, arricchite appena spento il fuoco, a pasta da aromatizzare, alle verdure e alle insalate… Tre cucchiai al giorno per essere certi di avere incamerato la giusta scorta quotidiana di idrossitirosolo e oleuropeina. Quelle sostanze prìncipi (polifenoli) che rendono l’olio extravergine di oliva una delle armi antitumorali più potenti.
[Carla Massi – “Il Messagero” 22.01.2014 da “La cura ha l’olio in bocca” Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (Lecce)]

La sostenibilità a tavola
Nutrizione è prevenzione. Impariamo quindi a scegliere quello che mettiamo nel piatto.
L’olio di oliva ha un posto privilegiato nella dieta mediterranea. I paesi che si affacciano sul mediterraneo hanno minor tasso di malattie cardiovascolari. L’olio di oliva sembra, infatti, abbassare i livelli di colesterolo nel sangue. Via libera quindi a cibi integrali, biologici, frutta, verdura, legumi; sì alla stagionalità dei prodotti, che rispetta i cicli della terra e l’equilibrio del pianeta.
No a grandi quantità di carni e a grassi scadenti, come l’olio di palma, per non contribuire all’abbattimento di intere foreste. La scelta del cibo investe la coscienza, perché con il nostro stile alimentare possiamo contribuire a un modello di produzione e alimentazione più sano per l’individuo e più sostenibile per il pianeta.

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