La conservazione dell’olio

L’olio prodotto viene conservato in azienda in silos di acciaio inox ermeticamente sigillati ed in un ambiente a temperatura controllata, per conservare al meglio le sue caratteristiche organolettiche. A differenza del vino, l’olio non migliora con il passare del tempo, anzi invecchia e perde gradualmente aromi e profumi che lo rendono così pregiato e straordinario in cucina.

L’olio extravergine d’oliva (olio EVO) è un condimento che va conservato a temperatura ambiente, intorno ai 14/15 gradi e dura, (secondo la Legge) diciotto mesi. Il deterioramento dopo tale periodo è perfettamente normale e non dipende da un errato sistema di conservazione.

Quattro regole per conservare l’olio extravergione di oliva in casa

I nemici giurati dell’olio evo (ExtraVergine d’Oliva) sono la luce, il caldo e l’aria. Sono questi i responsabili dell’irrancidimento precoce e del fatto che l’olio “cambia sapore” poco dopo averlo aperto. In ogni caso, ci sono delle buone regole da osservare per conservare il prodotto al meglio, sia in termini di sapore e profumo, sia in termini di proprietà organolettiche. Eccole nei dettagli.

1. Tappalo al meglio, se possibile ermeticamente
La maggior parte dei contenitori portaolio sono dotati di tappi con chiusura ermetica e non è un caso: l’ossigeno presente nell’aria ossida il prodotto che perde rapidamente i suoi aromi e i suoi profumi. Per questo motivo dovrai avere cura di tappare per bene bottiglie e oliere dopo ogni utilizzo.

2. Trova un posto fresco ma evita il frigo
La temperatura costante è uno dei segreti per mantenere l’olio evo fragrante e profumato per il maggior numero di mesi possibile. L’ideale è un ambiente che tenga la temperatura costante a 14/18 gradi anche d’estate. Anche se è necessario che l’olio resti fresco, è altamente sconsigliato conservare l’olio evo in frigorifero perché a 5° il prodotto solidificherebbe perdendo molte delle sue proprietà. È per lo stesso motivo che bisognerebbe evitare di scegliere cantine o garage eccessivamente freddi.

3. In acciaio o in vetro e mai in plastica
Uno dei fattori di maggior pericolo per l’olio evo è costituito dalla luce. È per questo che l’olio viene di norma commercializzato in bottiglie di colore bruno, opache oppure in latte. È questo il miglior modo di conservarlo anche in casa. Sarebbe meglio evitare contenitori in plastica (PVC) perché alcune sostanze potrebbero essere assorbite dall’olio, mentre un contenitore in acciaio inossidabile non rilascia alcuna sostanza dannosa e garantisce l’impermeabilità alla luce diretta.

4. Sgrassa bottiglie e contenitori d’acciaio prima di riutilizzarli
Prima di riutilizzarli, i contenitori per olio andrebbero sgrassati e puliti con cura, per evitare che residui e depositi di vecchi prodotti ammuffiscano  o irrancidiscano, conferendo cattivi odori anche a oli nuovi. Per rimuovere residui d’olio dalle bottiglie usa questo metodo: versa 4 o 5 cucchiai di bicarbonato nel contenitore e agitalo per spargere la polvere. Aspetta un minuto (il bicarbonato assorbirà i residui d’olio) e poi versa aceto di vino e acqua bollente. Tappa la bottiglia o il contenitore e scuotilo (come faresti con uno shaker) per 30/40 secondi in modo che si generi un “effetto lavatrice” che contribuisce a staccare i residui di grasso. Sciacqua bene e fai asciugare. Prima di versare l’olio nuovo, assicurati che il contenitore o la bottiglia siano perfettamente asciutti.

[Kasanova l’amante della casa]

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